La storia di Otto Sync e White Knight 4

4 – Il Cavaliere attacca

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Otto non sapeva che mentre la conversazione aveva luogo la Televerket lo stava tracciando per identificare la sua utenza telefonica: dal giorno precedente, 28 novembre, sino al 1° dicembre, giorno prima dell’arresto, la Televerket registra tutto il traffico telefonico in uscita dall’azienda francese verso l’esterno.

Il riuscire in questo compito significò prendere misure quasi straordinarie per la tranquilla Svezia ed in particolar modo per la remota cittadella di Flen. La centrale del paese non era provvista dei commutatori elettronici di nuova generazione quali l’AXE, (Automatic Cross Connection Equipment) ma funzionava con vecchi sistemi di switch elettromeccanici. Se la centrale fosse stata fornita di una tecnologia di tipo AXE il monitoraggio sarebbe stata una questione tutto sommato semplice, in quanto il sistema avrebbe richiesto una serie di informazioni continue all’IS – l’Information System della Televerket – il quale può monitorizzare automaticamente un’utenza per un tempo illimitato ed effettuando incroci su una svariata mole di dati on-line ed off-line. L’attuale telecom svedese, Telia, risultato della privatizzazione della Televerket, è a tutt’oggi un carrier telefonico molto avanti sul fronte del controllo della risorsa e degli abusi di un sistema telefonico nazionale.

La Televerket sotto la direzione di Pege Gustafsson identificò e tracciò le chiamate abusive e fraudolente al numero 020-910037 del PAD Datapak e ad un certo punto si trovò di fronte ad un group number, vale a dire un “fascio” di linee telefoniche collegate ad un centralino telefonico interno (PBX nella fattispecie) il quale smistava circa 500 telefoni interni. Arrivando al group number non avevano nessun tipo di prova in mano, dato che la chiamata poteva esser stata fatta da uno qualunque dei telefoni sparsi per l’azienda dove Otto presumibilmente lavorava. Nulla collegava le chiamate ad una persona fisica e questo è invece quanto richiesto in questa tipologia di reati.

Naturalmente l’intera fase di tracing fu supervisionata da Pege “White Knight” Gustafsson.

Il 2 di dicembre quando la polizia va ad arrestare Otto (con grande imbarazzo di quest’ultimo) al lavoro, Pege è lì, perquisisce il suo ufficio, sequestra blocchi di appunti e materiale per computer. Poi lo portano a casa, gliela fanno aprire la porta dell’appartamento e proseguono la perquisizione.

La gita turistica termina alla stazione di polizia di Katrineholm, l’autorità di polizia più vicina a Flen, per l’interrogatorio. Durante il tragitto nella mente di Otto corrono tantissimi pensieri..Cosa dire ? Pensavo che fosse una BBS ? Credevo fosse un sistema libero ? Reverse charging ?

Arrivato sul posto ed iniziato l’interrogatorio, il nostro amico Otto prende tempo chiedendo la presenza di un interprete. All’arrivo di quest’ultimo chiede di un avvocato, ma accetta di proseguire l’interrogatorio (in realtà non ancora iniziato !) senza la presenza dell’accusa (Televerket), i cui rappresentanti non erano ancora arrivati. L’azienda manda i dipendenti francesi alla scuola serale di svedese e così Otto riesce ad afferrare ogni tanto qualche parola di commento dei poliziotti, ma ritiene comunque “eccessivo” contattare l’ambasciata francese e declina così anche questa proposta. Spiega di essere sotto servizio civile in un’azienda di Flen e che pensava di continuare a lavorare lì anche alla fine del periodo di leva.

Alle 14.25 Otto vive quello che sicuramente è uno dei momenti più belli della sua vita: arriva l’avvocato a lui assegnato, il quale risulta essere una persona altamente professionale, con un proprio studio legale specializzato in dispute tra multinazionali dell’industria corporate. Il caso dell’hacker lo ha subito interessato e si è fatto avanti per prendere la difesa di Otto. Otto mi racconta di come abbia visto subito in quest’uomo “un capo, un vero professionista, e lo dico con tre processi alle spalle ;)”. Un’ottima persona, molto ben educato ed amante dei vini francesi…

Leggi tutti i capitoli:

Capitolo 1 – Da Lione a Flen
Capitolo 2 – L’errore di Otto: X.25 & Datapak
Capitolo 3 – NUI scanning e manuali ufficiali
Capitolo 4 – Il Cavaliere attacca
Capitolo 5 – Interrogatorio e carceri svedesi
Capitolo 6 – “Pericoloso Terrorista Internazionale”
Capitolo 7 – “When the game gets tought, the toughts get playing”- (L’angelo e il Diavolo)
Capitolo 8 – And the Winner is…

 

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~ di Morg4n su 1 dicembre, 2007.

3 Risposte to “La storia di Otto Sync e White Knight 4”

  1. Bravo questo Otto, un pochino distratto forse…
    Non si parla mai delle proprie scoperte in Chat!!!

  2. @bricke
    Eh si effettivamente sarebbe meglio evitare… vedi poi cosa succede? 😉

    Secondo me anche lui avrebbe apprezzato la frase di Al Pacino in “L’avvocato del diavolo”:

    “Vanità: decisamente il mio peccato preferito” 😛

  3. […] Capitolo 2 – L’errore di Otto: X.25 & Datapak Capitolo 3 – NUI scanning e manuali ufficiali Capitolo 4 – Il Cavaliere attacca Capitolo 5 – Interrogatorio e carceri svedesi Capitolo 6 – “Pericoloso Terrorista […]

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