Linux alla Camera dei deputati (Post-apocalittico)

World Domination

Come qualcuno ricorderà qualche tempo fa è circolata la notizia dell’adozione di GNU/Linux da parte della camera dei deputati (leggi il mio post a riguardo). Di recente mi sono chiesto come andassero le cose, sperando che non si fosse tutto dissolto in una bolla di sapone…

Così ho fatto un giro sul blog di Pietro Folena ed ho scoperto che qualche attrito effettivamente c’è: tale professor Carlo Mario Guerci sembra aver argomentato negativamente su Nòva, supplemento del Sole 24 Ore, circa la scelta di adottare software libero nelle pubbliche amministrazioni. Tra le altre, la motivazione principale sembra essere la questione dei costi.

E’ con rammarico che non posso fare a meno di notare che ancora una volta si sta facendo ricorso all’equazione Free Software = Software Gratis.

L’introduzione di GNU/Linux e di software libero nella cosa pubblica è si una questione di costi (la consulenza e la formazione andranno pur pagate no?!) ma molto più importanti sono i vantaggi che se ne avranno.

Immagino per un attimo un futuro in cui ci si sentirà dire che non è più possibile consultare il proprio certificato di nascita perchè il formato del file in cui è stato salvato non è più supportato dal fornitore del software e che essendo un formato coperto da copyright, non si può tentare di decifrarlo senza violare qualche legge.

Adottando formati e software liberi questo non potrà mai accadere perchè sia le specifiche del formato, sia il codice sorgente dei programmi sarà sempre disponibile.

Folena sembra essere molto sensibile a questo argomento:

“Penso alla stessa Camera dei Deputati, nella quale è in uso sui pc Windows 2000, per il quale la Microsoft ha cessato il pieno supporto da due anni (a parte gli aggiornamenti di sicurezza). La Camera non può rivolgersi ad un’altra azienda per continuare nel supporto. O aggiorna alle nuove versioni (con i costi che sono facilmente immaginabili, sia in termini di licenze che di nuovo hardware da acquistare) oppure si accontenta. Insomma, non la Camera, eletta dai cittadini italiani, ma una azienda con sede negli USA ha deciso su un aspetto non marginale del funzionamento di un ramo del Parlamento. Ecco cosa intendo con “autonomia”. Fossi un imprenditore, non mi legherei così strettamente a nessuno. Figuriamoci un organo costituzionale.

Per fare un altro esempio l’aeronautica militare statunitense non ha avuto problemi a finanziare, con 16 milioni di dollari, il “porting” su GNU/Linux di alcuni software per il combattimento. Evidentemente i problemi di sicurezza e indipendenza sono per loro prevalenti. Sarebbe anzi auspicabile che anche le nostre forze armate e di polizia adottino software liberi per le medesime ragioni.”

Il post di Pietro Folena lo trovate qui.

Le parole di Folena mi inducono a fare un’altra riflessione: in un mondo che si affida ogni giorno di più all’informatica ed alla tecnologia in genere, cosa accadrebbe se una singola azienda riuscisse ad imporre i propri prodotti in modo capillare, a tutti i livelli della società, tanto da creare una vera e propria dipendenza da questi ultimi? E se schiavi di questa dipendenza lo fossero gli stati (o lo sono già e non ce ne siamo accorti), le scuole, le banche, gli eserciti, ecc. ecc.?

Chi ci assicura che un bel giorno il monopolista non deciderà insindacabilmente a chi staccare la spina e a chi no?

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~ di Morg4n su 13 settembre, 2007.

2 Risposte to “Linux alla Camera dei deputati (Post-apocalittico)”

  1. Tranquillo; niente bolla di sapone.

    In settembre inizieranno le prima stazioni campione con Linux (SLED) ed i corsi di formazione per l’help desk e per i tecnici. E’ evidente che il giorno in cui tutta la Camera dei Deputati sara’ libera da Microsoft sui Desktop non e’ dietro l’angolo, ma verra’.!

  2. Ho fatto una ricerca in rete e mi fa piacere sapere che tra i miei lettori c’è uno che veramente sa come stanno le cose.

    Come dicevano in Matrix “…l’informatore è affidabile” 🙂

    Scherzi a parte, l’utilizzo di GNU/Linux nel settore pubblico mi sembra una cosa molto seria (non si era capito dal post dal sapore un tantino apocalittico? 😛 ) senza contare che rappresenta un ulteriore passo verso la diffusione di massa del pinguino, il che potrebbe contribuire a creare posti di lavoro per tutti gli appassionati e per quelle aziende coraggiose che hanno deciso di investire nel free software.

    Grazie ancora per la bella notizia e se sarai così gentile da tenermi aggiornato su eventuali sviluppi sai dove trovarmi 😀

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