GPL V3 al microscopio

In seguito a tutti i rumors e le discussioni (come questa) girati in rete in occasione dell’uscita della GPL V3 ho deciso di rileggermi attentamente tutta la licenza (che si può scaricare in lingua italiana da qui GPL V3)

GPL V3

Con questo post vorrei fare un riassunto di quello che ho capito io e magari sapere quali sono le vostre opinioni.

Punto 0

  • Specifica che non ci sono garanzie sull’opera ma permette di fornirne esplicitamente

Mi sembra giusto: se, ad esempio, io sviluppo un programma che acquisisce immagini dalla webcam e poi lo rendo disponibile sotto GPL, liberamente scaricabile da internet, magari anche senza pagamento (come quasi sempre avviene per il software libero), non posso assicurare che fuzionerà anche con modelli di webcam diverso dal mio, poichè ho sviluppato il mio programma amatorialmente e non ho soldi da investire nell’acquisto di diversi modelli di webcam per fare i test.
Diversamente, se mi viene commissionato lo sviluppo di un software da un’azienda ho la possibilità di licenziarlo con la GPL e fornire anche garanzie di funzionamento.

Punto 1

  • Vengono date le definizioni dei termini specifici utilizzati nella licenza

Punto 2

  • Permette di eseguire, senza limiti, il programma non modificato
  • Si può creare, eseguire e fornire copie di programmi coperti dalla GPL V3 solo se si rispetta la licenza

Questi sono i principali e più famosi (ed aggiungerei rivoluzionari) diritti forniti dalla GPL

  • E’ possibile distribuire programmi con licenza GPL V3 a terzi, in modo che facciano modifiche per te e proibire che ne facciano copie per fini diversi

Mi sembra che così sviluppatori e software house vengano maggiormente tutelati

Punto 3

  • Si può scrivere un software di protezione (ad esempio la protezione dei film in DVD) rilasciandolo sotto GPL, ma se qualcuno riesce a scrivere un programma che aggira la protezione non è perseguibile e può distribuire il suo programma liberamente

Questa non credo che piacerà alle major ma d’altra parte mi sembra abbastanza inutile scrivere un programma di protezione quando poi devo renderne disponibile il codice sorgente (Re Minosse mica dava la mappa del labirinto agli ateniesi da sacrificare al Minotauro 😀 ).

Punto 4

  • Si possono distribuire i sorgenti del programma senza modifiche (anche a pagamento) ed offrire supporto e garanzia (anche a pagamento) purchè la licenza rimanga intatta e venga distribuita insieme al programma

Un esempio di questo punto sono tutte le distribuzioni di GNU/Linux

Punto 5

  • Si possono distribuire i sorgenti modificati del programma a patto che sia specificato che è stato modificato, chi è l’autore della modifica e che venga distribuito sempre con la GPL V3 salvo aver ricevuto diverse autorizzazioni dal proprietario

In questo modo si tutela anche l’immagine dell’autore originale e del software, in quanto se qualcuno modificando il programma introduce degli errori sarà ben chiaro che questi sono relativi solo alla versione modificata e non imputabili all’autore originale nè alla sua versione del software.

  • Si può distribuire l’opera coperta dalla GPL V3 insieme ad altre opere separate che non lo sono e che non per questo lo diventeranno

E’ possibile, ad esempio, distribuire un CD con sopra GIMP, che è coperto dalla GPL, e Paint Shop Pro, che non lo è, senza che per questo la GPL si estenda anche quest’ultimo

Punto 6

  • Si può distribuire il programma in formato eseguibile con o senza sorgente purchè si garantisca, in quest’ultimo caso, la possibilità di poter avere anche il codice sorgente (anche pagandolo a parte)

Questo punto è fondamentale perchè il software libero rimanga tale: deve sempre essere disponibile il sorgente

  • Quando si vende hardware che utilizza software coperto dalla GPL oltre al codice sorgente del software devono essere fornite le istruzioni di installazione per permettere all’utente di far funzionare su quell’hardware anche versioni modificate del software. In ogni caso il produttore non è tenuto a fornire garanzia o assistenza nè al software modificato nè all’hardware su cui questo è stato installato.

Un esempio pratico di questo punto è TiVo, un dispositivo per la registrazione dei programmi della TV digitale, che, anche se basato su GNU/Linux, non permette di far funzionare versioni modificate del software. Questo è uno dei punti della licenza che ha fatto molto discutere ma pensandoci sopra un’attimo mi sembra determinante evitare che si possano mettere “catene” hardware al software libero, poichè queste ultime sono molto più pericolose di qualsiasi sistema di restrizione software.

Punto 7

  • Si possono aggiungere delle condizioni aggiuntive alla licenza

Punto 8

  • Se si distribuisce o si modifica un software coperto dalla GPL in modi non consentiti dalla licenza, quest’ultima decade immediatamente. Se cessano tutte le violazioni, è possibile ripristinarla.

Punto 9

  • E’ possibile riceve ed utilizzare un software coperto dalla GPL senza accettare le condizioni della licenza. Tuttavia la re-distribuzione o la modifica del software ricevuto si traducono nell’accettazione implicita della licenza.

Dalle mie parti si dice: “se non è zuppa è pan bagnato”. Quando si copia o si modifica un programma libero si sta accettando implicitamente la GPL poichè altrimenti queste azioni sarebbero illegali in base alla legge sul copyright.

Punto 10

  • Chi riceve un programma coperto dalla GPL riceve automaticamente anche quest’ultima e tutte le garanzie che essa fornisce.
  • Non è possibile imporre restrizioni all’esercizio dei diritti garantiti dalla GPL (ad esempio non si possono richiedere royalty) nè tantomeno intentare cause che sostengono che la copia, la modifica e la diffusione del programma, secondo i termini della licenza, abbiano comportato la violazione di brevetti

Questo è un altro dei punti cardine della GPL: odiato da quelli che ritengono che la GPL sia troppo “virale”, serve a garantire che nessuno possa limitare in alcun modo le libertà degli utenti nei confronti del software che riceve

Punto 11

  • Il titolare di un brevetto su un programma che autorizza l’utilizzo del programma stesso secondo i termini della GPL, deve fornire delle garanzie di non rivendicazione del brevetto (ad esempio il permesso esplicito dell’utilizzo del brevetto, o un accordo di non persecuzione per la violazione del brevetto) che vengono chiamate “licenza di brevetto”. La “licenza di brevetto”, come la GPL, si propaga a tutti i destinatari del programma. Una “licenza di brevetto” che richiede di non esercitare alcuni dei diritti garantiti dalla GPL viene detta discriminatoria. Non è possibile distribuire un programma coperto dalla GPL in accordo con un titolare di brevetto che fornisce una “licenza di brevetto” discriminatoria. (ad esempio l’accordo tra MS e Novell)

Questo è forse il punto che ha fatto maggiormente discutere: secondo molti limiterebbe le possibilità di cooperazione tra software house che sviluppano software libero e quelle che sviluppano software closed source. Per come la vedo io questo punto vuole solo evitare subdoli giochetti da parte di personaggi senza scrupoli. Facciamo un esempio: un’azienda detiene un brevetto sul codec che permette di ascoltare musica in formato MP3 e concede la possibilità di sviluppare dei player audio liberi che fanno uso del codec. Quando questi player sono abbastanza diffusi e magari rappresentano una componente importante di tutte le maggiori distribuzioni, l’azienda in questione se ne riesce dicendo che queste ultime violano la sua proprietà intellettuale e comincia a sporgere denunce a destra e a manca.
Questo punto vuole far si che l’autorizzazione all’utilizzo di un brevetto si estenda a tutti gli utilizzatori del software allo stesso modo di come accade per le libertà fornite dalla GPL.

Punto 12

  • Se non è possibile rispettare la GPL, ad esempio a causa di un ordine giudiziario o di un accordo che impone il pagamento di royalty, non è possibile distribuire il programma coperto da GPL.

Punto 13

  • E’ possibile combinare un programma coperto dalla GPL con un programma coperto dalla “GNU Affero GPL”

Punto 14

  • Se è specificato che un programma risponde, ad esempio, alla versione 3 o successive della GPL si può scegliere quale di queste rispettare, se non è indicato un numero di versione si può scegliere una versione qualunque. Questo perchè le nuove versioni della licenza potrebbero essere migliori e si vuole dare la possibilità di beneficiare di eventuali ulteriori diritti che garantiscono.

Punto 15

  • Il programma viene fornito con garanzia solo se specificato per iscritto. Altrimenti non c’è nessun tipo di garanzia, ed è l’utente finale che si assume rischi ed eventuali spese derivanti dal malfunzionamento del programma.

L’utilizzo di software libero non viene imposto: è una scelta. Lo è ancora di più se il software è anche gratuito. Quindi in caso di guai, ci si assume le responsabilità della propria scelta. Se si ha bisogno di garanzie è sempre possibile mettersi d’accordo e farsele dare per iscritto (magari anche pagando, che non si vive di sola gloria eh 😉 )

Punto 16

  • Chi fornisce il programma è responsabile di danni causati all’utente solo se specificato per iscritto. Altrimenti non può essere in nessun modo ritenuto responsabile.

Come sopra 🙂

Punto 17

  • Se i punti 15 e 16 sono incompatibili con qualche legge del paese dove il programma è stato distribuito, la corte di giustizia deve applicare la legge locale che più si avvicina al rifiuto assoluto di qualsiasi responsabilità civile.

Detto francamente la GPL V3 mi sembra una licenza molto ben fatta: rispetta in pieno lo spirito delle precedenti versioni, migliorandole e tappando qualche pericolosa falla che qualcuno stava via via cominciando a sfruttare.

Per maggiori dettagli vi consiglio di leggere la licenza (possibilmente in lingua originale), con questo post, in cui ho presentato la licenza con un linguaggio il meno legalese possibile 😀 , vorrei solo stimolare la vostra curiosità ed i vostri commenti a riguardo.

Fatemi sapere cosa ne pensate.

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~ di Morg4n su 2 settembre, 2007.

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